Carassone, cuore popolare

Uno dei luoghi più antichi di Mondovì, conserva una suggestione tutta particolare. Carassone da sempre è la borgata più popolare, un borgo operaio. Tant’è che il detto vuole “’N Piassa ij sgnor, a Breo ij dnè, a Carasson ij pieujè” (a Piazza i signori, a Breo i soldi, i pidocchiosi a Carassone). Un detto che per secoli ha fomentato rivalità, ma a cui negli anni i carassonesi si sono affezionati, tanto da farne in qualche modo un simbolo, una bandiera. Carassone è quasi un piccolo paese a parte, con la sua borgata, i suoi negozietti, e i suoi piccoli tesori. A partire dalla chiesa di Sant’Evasio, oggi purtroppo aperta solo in particolari occasioni, che è tra le più antiche di Mondovì, per arrivare al convento delle Domenicane e alla chiesa di San Giovanni ed Evasio. Oggetto di numerosi rimaneggiamenti e ristrutturazioni nel corso dei secoli, le sue forme attuali risalgono al XVII e al XVIII secolo. La ricca decorazione interna è seicentesca, e incornicia una ricchissima dotazione di dipinti su tela e affresco. Sulla sinistra, la cappella della Madonna del Rosario presenta due affreschi attribuiti al pittore Giovanni Claret, restaurati recentemente, che raffigurano la battaglia di Lepanto e la crociata contro gli Albigesi. La chiesa sorge su un terrazzamento, da cui si può godere del meraviglioso panorama della Garzegna, il primo tratto delle Langhe. In quelle colline sorge la cappella di “Santa Maria Delle Vigne”, che conserva pregevoli affreschi del Trecento. Una passeggiata nel verde della Garzegna consente di ammirare il lato più affascinante del profilo di Mondovì, con le sue antiche mura, i suoi palazzi e le sue chiese, in una cornice naturale spettacolare.

Mondovì Breo, ein Automat und ein Delfin

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