Itinerari partigiani. La Battaglia di Pasqua 1944

Itinerari partigiani Battaglia Pasqua
Itinerari partigiani nel Monregalese – La Battaglia di Pasqua 1944 – Nella foto: Pian delle Gorre

In questa pagina: Museo e Sacrario – Itinerari: 1. Pian del Creus – 2. Passo del Duca – 3. Da Pian delle Gorre a Carnino.
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La Banda della Val Pesio, nel gennaio-marzo 1944, aveva ricevuto dagli Alleati cinque tra i primi lanci aerei di materiale del nord Italia. Grazie a queste armi, munizioni e preziose radio portatili, nei giorni di Pasqua, che quell’anno cadeva il 9 aprile, poté resistere al primo grande rastrellamento tedesco delle valli monregalesi, che a marzo aveva invece distrutto la nascente formazione della Val Casotto. Nei mesi precedenti la Banda della Val Pesio aveva organizzato una ramificata rete di informatori: il “Servizio X”, formato da persone che lavoravano o vivevano a contatto con fascisti e tedeschi e fornivano informazioni che permettevano di conoscere in anticipo le mosse del nemico. Il Servizio X e le radio furono fondamentali in quella che viene ricordata come “Battaglia di Pasqua”.

Circa duemila soldati ucraini e russi, inquadrati nell’esercito tedesco e comandati da ufficiali delle SS, risalirono la valle e, dalla Certosa di Pesio, si inoltrarono verso Pian delle Gorre. Si trovarono presto sotto il fuoco incrociato delle mitragliatrici partigiane sistemate sui due lati della valle e in diversi punti strategici (v. cartina: il posizionamento delle mitragliatrici è indicato da triangolini rossi).


I combattimenti del 7-12 aprile 1944
[ Da “Cronache Partigiane – La banda della Val Pesio”, Mario Donadei” – Ed. L’Arciere, Cuneo ]

Due carri armati, inviati a dar manforte alle truppe, non poterono proseguire a causa della “malavalanga” o “valanga dei frati”, una massa di neve che ogni primavera interrompe il percorso. Uno dei mezzi scivolò giù per il pendio, sotto il fuoco delle armi della Banda dalla Val Pesio. Solo alla sera del secondo giorno i tedeschi giunsero a Pian delle Gorre, dove incontrarono un gruppo di fascisti italiani che, dopo combattimenti con le postazioni partigiane, aveva svalicato dal Vaccarile. Non riconoscendosi per il buio e la nebbia, tedeschi e fascisti si ingaggiarono in combattimento. I ribelli invece si erano svincolati con un’operazione da manuale di guerriglia. Una colonna tedesca che doveva prendere alle spalle i partigiani arrivando da Limone, era stata bloccata da una grossa mina sistemata sul passo del Duca. Anche la val Ellero era stata interrotta con la distruzione del Ponte Murato, rallentando l’afflusso dei soldati. I circa 180 partigiani ripiegarono in diverse direzioni. Il gruppo principale attraversò Porta Sestrera e, con una lunga marcia notturna sulla neve, raggiunse Carnino, dove si scontrò con un gruppo di tedeschi, con perdite. I partigiani filtrarono poi in pianura e a giugno tornarono in val Pesio dove si erano dati appuntamento per riprendere la guerriglia. La battaglia era costata alla formazione dodici caduti. Imprecisate le perdite del nemico.


Il Sacrario partigiano in Val Pesio

Il Museo della Resistenza, il Sacrario e l’ex-cimitero

Sulle tracce dei partigiani della val Pesio sono possibili numerosi interessanti itinerari. Innanzitutto a Chiusa Pesio è visitabile il Museo della Resistenza e, poco oltre la Certosa di Pesio, si trova il Sacrario costruito per commemorare i caduti delle Formazioni “R”. A Pian delle Gorre è segnalato il piccolo cimitero in cui vennero sepolti i partigiani caduti, prima di venire traslati nel sacrario, nel dopoguerra. Nei boschi tra la Certosa e Pian delle Gorre è possibile organizzare attività didattica per le Scuole medie e superiori sotto forma di “orienteering” interdisciplinare (fra Storia, Geografia, Educazione fisica e civica). Ma veniamo ai sentieri.


Itinerario 1. Il Pian del Creus, la radura dei paracadute

La strada dalla Certosa è oggi asfaltata e di solito Pian delle Gorre è raggiungibile in auto (con Google maps > Certosa e Pian delle Gorre). In alcuni periodi dell’anno viene chiesto un pedaggio e la strada può essere chiusa, una volta esauriti i parcheggi. In caso di neve la strada è chiusa e Pian delle Gorre si raggiunge con sci da fondo o ciaspole.

Su lato sinistro di Pian delle Gorre una strada sterrata porta verso le cascate del Saut. Poco prima delle cascate sulla sinistra è indicato il ripido sentiero che sale tra i boschi con il quale in circa 45 minuti si raggiunge il pian del Creus, una splendida radura circondata dalle abetaie. È il luogo dove gli Alleati paracadutarono armi e materiali per la Battaglia di Pasqua.

Pian del Creus è un grande triangolo d’erba. Ma nell’inverno 1944 era innevato, quando ai tre angoli venivano accesi grandi fuochi per segnalare agli aerei inglesi la zona in cui paracadutare armi e munizioni. [ Itinerari partigiani: la Battaglia di Pasqua ]

Itinerario 2. La grande esplosione di passo del Duca

Partendo ancora dalla strada sterrata sul lato sinistro di Pian delle Gorre si raggiunge lo spiazzo dove parte il sentiero per il Rifugio Garelli. Giunti al Gias Sestrera Sottano, si va a destra verso il vallone del Marguareis, inoltrandosi in uno splendido bosco di faggi. Si esce dal bosco nel vallone del Salto, sotto le pendici del Marguareis, dove si scorgono alcuni grandi massi. Verso la metà del vallone che conduce al Rifugio Garelli, si gira invece a destra seguendo il sentiero verso passo del Duca. Il lungo sentiero taglia di traverso e salendo le basi delle rocce dello Scarason, verso un’insenatura nelle rocce. Si arriva su una spalla erbosa: il colletto del Prel, da dove, salendo a sinistra in cresta si raggiunge il vicino Passo del Duca (m. 1989).

Lo stretto passaggio di Passo del Duca in cui i partigiani sistemarono una grossa mina a strappo. Fermò una colonna tedesca che si accingeva a prendere alle spalle la Banda, arrivando dalla valle Vermenagna. Non ci sono testimoni di quel fatto: nel pieno della battaglia si sentì una grande esplosione e poi, per anni, i valligiani continuarono a trovare nei dintorni di Passo del Duca elmetti tedeschi e altro materiale.
[ Itinerari partigiani: la Battaglia di Pasqua ]

Tornando al colle del Prel si può poi scendere sul lato opposto, nel vallone degli Arpi. La strada scende con diversi tornanti fino al bosco di faggi e poi al Gias degli Arpi, da dove, volendo, si può tornare girando a destra, verso la cascata del Saut, oppure fare una puntata al Pis del Pesio, oppure, tenendo invece la sinistra raggiungere Gias Fontana, prendere il sentiero che scende fino al torrente e poi svoltare ancora a destra per torna a Pian delle Gorre. L’escursione, di 14 km, ha un dislivello di circa 900 m.

Lo splendido bosco di faggi. [ Itinerari partigiani: la Battaglia di Pasqua ]

Itinerario 3. Il percorso del ripiegamento: da Pian delle Gorre a Carnino

Il percorso del ripiegamento verso Carnino è un’escursione abbastanza lunga, anche se fatta d’estate (e non con la neve, come dovettero fare i parigiani). Corrisponde in parte al Giro del Marguareis. È consigliabile un pernottamento al Rifugio “Garelli”. Occorre organizzarsi per il ritorno in auto da Carnino.

Da Pian delle Gorre si segue la strada sterrata sul lato sinistro fino al Gias del Saut da dove si seguono le indicazioni per il Rifugio Garelli (h 2,15 da Pian delle Gorre).


Vista dal Colle del Prel verso la zona del Rifugio Garelli. Porta Sestrera è il valico a sinistra. Il Rifugio si scorge poco sotto.
[ Itinerari partigiani: la Battaglia di Pasqua ]

Dopo altri 45 minuti di marcia si raggiunge Porta Sestrera (m 2225 slm) che si affaccia sulla valle Ellero e da dove volendo si può raggiungere il Rifugio Mondovì (tappa del giro del Marguareis). Seguendo però il sentiero a destra, si raggiunge il Colle del Pas e poi la conca di Piaggia Bella. Il sentiero la percorre sulla destra con alcuni tornanti, incrociando il tracciato che a destra conduce al Rifugio Don Barbera (altra tappa del Giro del Marguareis). Ignorando la deviazione si raggiunge il Passo delle Mastrelle, che collega la conca di Piaggia Bella al vallone che scende ripido verso Carnino Superiore (m. 1390 slm) e Carnino Inferiore. Qui i partigiani si scontrarono con incursori tedeschi e furono costretti a una massacrante traversata verso Gola della Chiusetta ed il Colle del Lago dei Signori (nei pressi dell’attuale Rifugio Don Barbera), le Carsene e poi Colle del Carbone, Gias Vaccarile e Costa Rossa, fino a Boves. Un altro gruppo si era rifugiato a Upega da cui si trasferì a Piaggia e Mendatica, per poi raggiungere la val Tanaro, svalicare in Val Casotto e arrivare a Mondovì dopo parecchi giorni.


Nella foto: Aprile 1944. Porta Sestrera. Edo Cavallera, in piedi, e Mario Amerio mentre mette in funzione la radio, ritratti nei giorni della cosiddetta “Battaglia di Pasqua”. La fotografia, caduta in mano dei fascisti, venne ritrovata dopo la liberazione tra le carte della Questura di Cuneo –  Museo della Resistenza “I sentieri della memoria” Chiusa di Pesio”.


Per approfondire – Fonti bibliografiche

“I sentieri della Libertà in provincia di Cuneo”, Piermario Bologna, Istituto Storico della Resistenza

“Cronache Partigiane – La banda della Val Pesio”, Mario Donadei, Ed. L’Arciere

“Le Formazioni “R” nella lotta di liberazione”, di Giovenale Giaccardi, Ed. Associazione Partigiana “Ignazio Vian”

“La guerra in casa. Mondovì 1943-1945”, di Albino Morandini, Ed. “Il Belvedere”, 1985

“La battaglia di Pasqua in alta Val Pesio”, due articoli di Ezio Castellino su L’Unione Monregalese, 1994, consultabili qui (pag. 19) e qui (pag. 31)

“Immagini di Resistenza”, Adolfo Mignemi – Comune di Chiusa di Pesio (2000)


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