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Il Rifugio Mondovì in val Ellero

Rifugio Mondovì val Ellero
Alla scoperta del Rifugio Mondovì in val Ellero

Pian Marchisio è un grande altopiano che all’inizio dell’estate diventa un mare di fiori. E il Rifugio Mondovì “Havis De Giorgio” lo domina da un poggio, sul lato destro del vallone, a 1.761 m. di quota. Alle sue spalle svettano cima delle Saline, cima Pian Ballaur e si trova la risorgenza carsica da cui sgorga il torrente Ellero. Al disgelo si attiva il troppo pieno del sifone sotterraneo e l’acqua fuoriesce da una fenditura della roccia creando una spettacolare cascata chiamata in dialetto Pis d’Ele. Il torrente dilaga nel Pian Marchisio e poi giù per la valle, fino a Mondovì, terminando la sua breve corsa nel Tanaro, dalle parti di Bastia.

Pis d’Ele: la sorgente dell’Ellero al disgelo diventa una cascata

Al Rifugio una vasta gamma di emozioni

La diversità morfologica della valle vanta distese prative, erti pendii, pareti verticali, innumerevoli grotte, una flora e una fauna di grande interesse, permettendo un’ampia scelta di attività , che soddisfano tutte le esigenze in base alle capacità di ognuno. Il Rifugio Mondovì è raggiungibile con una passeggiata non troppo lunga che permette di vivere la montagna a un pubblico vasto. Offre una cucina tradizionale, molto apprezzata dai turisti e dagli stessi monregalesi che risalgono regolarmente la valle, per gustare la polenta ed altre squisite pietanze preparate dal gestore Mariolino e dai suoi collaboratori. Ma è anche punto di partenza o tappa per escursioni e traversate, ascensioni ed esplorazioni.

L’antica strada verso il Rifugio Mondovì

I sentieri che risalgono la valle Ellero furono percorsi per millenni da pastori, commercianti, migranti, soldati, contrabbandieri, che poi scendevano in Liguria attraverso il passo delle Saline.

Oggi la lunga strada che va a Porta Marchisio partendo da Rastello, frazione di Roccaforte Mondovì, è quasi tutta asfaltata. Dal disgelo alle prime nevicate, si percorre in auto. Un tempo non era così: la camminata iniziava a Rastello o al massimo al Ponte Murato a metà percorso, e durava ore.

Prima, molto prima, si risaliva la valle passando per il villaggio romano di Subteniano, un misterioso insediamento citato dalle cronache, di cui però si sono perse le tracce. Un tratto di “opus rude”, il lastricato romano, c’è ancora: lasciando l’auto a Rastello ed entrando nel paese, lo si percorre tra splendidi boschi sul lato sinistro della valle, fino a ricongiungersi con la carreggiabile, in poco più di mezz’ora.

In una stretta gola molto più avanti, l’antico Ponte Murato è stato ricostruito in anni recenti. L’originale, romano o medievale, fu fatto saltare dai partigiani per bloccare i tedeschi che li accerchiavano durante la battaglia di Pasqua 1944.

Come raggiungere il Rifugio

Il Pian Marchisio, verso il Rifugio Mondovì in alta val Ellero

Per raggiungere il “Mondovì” si va a Rastello (con Google maps qui) dove in alcuni periodi dell’anno viene richiesto un pedaggio per proseguire in auto. Il biglietto può essere usato come buono sconto al Rifugio o in alcuni negozi della valle Ellero. Si percorre la strada di circa 10 km, quasi tutta asfaltata (ma attenti alle cunette) fino a Porta di Pian Marchisio, dove si può parcheggiare. Con Google maps qui

Qui inizia la vera e propria gita (si consigliano scarponi). La strada sterrata attraversa il bellissimo Pian Marchisio, pianeggiante o in leggera salita, con qualche semplice guado. Il percorso punta verso il passo delle Saline, ma dopo circa mezz’ora al bivio si tiene la destra, salendo verso il Rifugio che si raggiunge in pochi minuti.

Cosa offre il Rifugio Mondovì

Rifugio Mondovì Val Ellero Polenta
Un classico del “Mondovì”: polenta con tutti i contorni possibili, consumata all’aperto o sotto la tettoia

Tra i monregalesi la gita al “Mondovì” con fermata gastronomica al Rifugio è una tradizione estiva consolidata. Tanto che i più anziani, che non se la sentono più di affrontare la camminata, hanno imparato ad usare il servizio navetta che, a richiesta, li preleva a Rastello o direttamente in città. E c’è anche chi va a cenare al Rifugio con gita pomeridiana e pernottamento, o ritorno con passeggiata al chiaro di luna. Il servizio navetta è utile anche per chi arriva in Stazione a Mondovì e non ha l’auto (per info chiedete qui).

Il mitico gestore Mariolino utilizza rigorosamente solo prodotti del posto: celebri sono le sue polente con fonduta di raschera, la bagna cauda e quella di porri (bagna del povr’om), la meravigliosa ed unica crostata di mirtilli, il bunet, e poi ancora le selvaggine, i tajarin ed i ravioli fatti a mano. Il Rifugio si trova in una zona gastronomicamente unica: nel cuore della produzione del Raschera D.O.P., a due passi dalla zona di produzione artigianale e stagionatura del prosciutto crudo locale. A fine pasto non può mancare un assaggio di Genepì a km zero.

Mariolino versa generose dosi di Genepì, sotto la tenda, davanti al Rifugio Mondovì

Per il pernottamento sono disponibili fino a 61 posti letto in camere e cameroni. È disponibile una camera per persone con disabilità a piano terra con 4 posti letti dotata di bagno indipendente. Servizio navetta. Prezzi speciali per scuole, gruppi e associazioni. WiFi

Nei dintorni del Rifugio Mondovì

Poco oltre il Rifugio, salendo verso il passo delle Saline

Il Rifugio Mondovì è uno dei sei rifugi del Tour del Marguareis. In alcune ore di cammino, facendo il giro in un senso o nell’altro, si possono raggiungere il Rifugio Garelli (attraverso Porta Sestrera) o il Rifugio Mongioie (attraverso il passo delle Saline). In direzione Porta Sestrera si trovano il lago Biecai e con piccola deviazione anche il lago delle Moglie. Si tratta di suggestivi bacini poco profondi che tendono ad asciugarsi al progredire dell’estate.

Il lago delle Moglie, eccezionalmente pieno per le grandi precipitazioni dell’alluvione del 2-3 ottobre 2020. Si solito è asciutto già a metà luglio (foto Mariolino Canavese)

La zona offre tanti itinerari, tutti affascinanti: scopri qui le escursioni nei dintorni. Il Rifugio Mondovì è anche posto tappa G.T.A. e Via Alpina. A 30 minuti dal Rifugio si trova una palestra di roccia su ottimo calcare. Si organizzano itinerari equestri e in mountain bike.

Superato il Rifugio, risalendo la valle, a inizio estate si incontrano miliardi di rododentri

Un po’ di storia del Rifugio Mondovì

Il Rifugio è stato inaugurato nel giugno del 1929 col nome di “Rifugio Mondovì” ed è di proprietà del CAI Mondovì. Successivamente ampliato e restaurato fu dedicato alla memoria di Havis De Giorgio, alpinista monregalese caduto nel 1939 in Africa orientale. Il Rifugio è stato completamente ristrutturato nel 2008.

Infopoint - Viaggio nel Monte Regale

Visita il sito ufficiale: www.rifugiomondovi.com

Per info e prenotazioni: Mario Canavese tel +39 0174 1976669
tel +39 335 5475807 (solo WhatsApp)
tel rifugio +39 0174 65555
mail info@rifugiomondovi.com

Ecco dove parcheggiare per raggiungere il Rifugio Mondovì:

Alla scoperta del Rifugio Mondovì in val Ellero
IL RIFUGIO MONDOVÌ SOSTIENE IL PROGETTO “VIAGGIO NEL MONTE REGALE”

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