Roccaforte, la porta per la montagna

Il centro di Roccaforte Mondovì è circondato dal verde delle montagne, dove sorgono le sue borgate rustiche, le suggestive frazioni, ovvero Dho, Bertini, Norea, Baracco, Rastello, Sant’Anna di Prea, Annunziata, Bonada, Rulfi, Ghirarde, Sacconi, Botti, Gallini e Magnaldi. Il paese è alle porte della Valle Pesio a Ovest e della Valle Corsaglia a Est ed è la porta principale per l’Alta Valle Ellero, una zona caratterizzata da una flora di grande pregio e da un’ottima vocazione faunistica.

Le origini di Roccaforte si perdono nella notte dei tempi, dalla seconda metà del secondo secolo Avanti Cristo, con l’insediamento di un gruppo di Liguri montani. Alla tardo antichità risale la fondazione di alcune chiese paleocristiane tra cui anche, con ogni probabilità, la Pieve di San Maurizio, nella sua prima forma. Ad oggi la Pieve è una degli edifici sacri più antichi di tutto il monregalese, con testimonianze preziosissime.

Roccaforte, tesori della pieve di San Maurizio

È senza dubbio una delle perle più preziose del nostro territorio, una pieve tra le più antiche di tutto il monregalese, contenente un pregevole, e ancora piuttosto ben conservato, ciclo di affreschi al suo interno, in stile romanico-bizantino. Una testimonianza artistica piuttosto rara in Piemonte, dell’arte di quel periodo storico. Costruita nell’XI secolo, probabilmente è stata distrutta e ricostruita all’epoca delle scorrerie dei saraceni. Originariamente era dedicata a San Pietro, in seguito è stata dedicata al santo martire della legione Tebea, San Maurizio. Nel XII secolo è stata aggiunta una seconda navata. Visitare questo edificio di culto finora era possibile solo con una prenotazione in paese, visto che è generalmente chiusa. Grazie alla tecnologia e al qr code tutti potranno liberamente accedere alla chiesa e scoprire le opere d’arte che vi sono custodite all’interno. La cappella di San Maurizio sorge su un’altura, sopra l’Ellero, con il campanile e l’edificio bianco, con alle spalle i boschi della valle. Al centro dell’abside l’affresco del Cristo Pantocratore in mandorla, tra due cherubini, con i simboli dei quattro Evangelisti, sovrastante otto apostoli. Nei motivi decorativi della cappella vi sono molte immagini di animali e creature fantastiche, sirene, mostri marini. Nella parte destra della chiesa sono affrescate le storie del vecchio testamento: il peccato originale, la cacciata dei progenitori, il sacrificio di Abele. È presente anche una Madonna con il bambino,  a lato dell’Abside maggiore affiancata da un Santo vestito da cavaliere. Compaiono anche, scritti in caratteri gotici, la data e il nome del committente: 1486 X octobris hoc opus fecit fieri Gulielmus Liboa; L’autore del dipinto sarebbe dunque Giovanni Mazzucco, pittore locale assai attivo nel Monregalese e che avrebbe anche affrescato il cascinale dei frati domenicani ai Bertini di Roccaforte.

Roccaforte, Santuario di Sant’Anna di Prea: Barocco francese sulle montagne

Nella frazione di Prea, sorgono i tetti della borgata Sant’Anna, la frazione più in quota del comune di Roccaforte, abbandonata in seguito alla seconda guerra mondiale. Si tratta quindi di un borgo rimasto pressoché com’era una volta, con case recentemente ristrutturate. Un luogo che custodisce un gioiello unico: il santuario di Sant’Anna di Prea, unico esempio di Barocco francese in Piemonte. La piccola cappelletta accoglie i visitatori sulla strada. Fu costruita, secondo la tradizione, da un artista francese, ospitato e nascosto su queste montagne ai tempi della Rivoluzione Francese. L’architetto volle costruire la chiesa per ringraziare la Madonna per averlo salvato.

Baracco: il paese delle masche

Baracco è un’affascinante borgata di Roccaforte, molto caratteristica, che tuttavia d’estate, la seconda settimana, di luglio, si trasforma. Per una notte sono le “masche” le streghe e fattucchiere della tradizione piemontese, protagoniste di anni di storie a racconti, a prendere possesso del paese, per una notte di suggestione e magia. “Maske per una notte” è la manifestazione più importante che si svolge a Baracco, ma anche negli altri mesi è possibile intercettare eventi dedicati a queste figure.

Una panca “Different”

A Baracco la panchina è sì gigante, ma diversa dalle Big bench di Chris Bangle. C’è sempre un altro “Cris” (Cristian Unia), che fa il ristoratore ma con la passione per la lavorazione del legno. Ha intagliato quindi una panca nel legno di castagna che, nella frazione Baracco, svetta su una piccola collinetta verde.

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