“Un grande brindisi al Carnevale di Mondovì”

Tutti gli anni nel mese di febbraio a Mondovì si verifica una grande, pacifica, rivoluzione. Una corte di facinorosi, armati di allegria e musica, invadono la città, irrompono al Municipio e si fanno consegnare le chiavi dal sindaco. Da quel momento, per quindici giorni, in città signoreggia il Moro, con la sua corte. Oltre a Mondovì, il Moro conquista il cuore della sua cittadina più bella, la Bèla Monregaleisa, regina dei festeggiamenti, ogni anno interpretata da una ragazza diversa. Si tratta della grande tradizione del Carnevale di Mondovì, una manifestazione che, con gli anni, è arrivata ad essere una delle più grandi e prestigiose del Piemonte. Tutti i monregalesi ricordano ancora i fasti degli anni ’80-’90 quando i rioni della città e i paesi del circondario si sbizzarrivano e impiegavano mesi per costruire fastosi e spettacolari carri allegorici. Oggi la tradizione continua, con due sfilate coloratissime, carri, musica, coriandoli e… le mongolfiere, che partecipano alla festa a modo loro, sorvolando il corteo.

Non mancano le manifestazioni collaterali: le serate danzanti alla Cà del Moro, dove ci si sposta per le serate del post sfilata e per vivere le feste da ballo più esclusive. Le tradizionali cene, tra cui la cena dei Commercianti, appuntamento esclusivo ed elegante, immancabile nel calendario Glam del monregalese.

Ogni anno, tradizionalmente, partecipa al Carlevè una maschera storica di un carnevale tradizionale italiano: sono state in città le maschere di Venezia, ad esempio, il bergamasco Brighella e Brulamacco, principe del carnevale Viareggino.

I GEMELLAGGI
AnnoMascheraCittà
2004ARLECCHINOBergamo
2005BALANZONEBologna
2006PULCINELLANapoli
2007PANTALONEVenezia
2008BRIGHELLABergamo
2009COLOMBINAVenezia
2010MENEGHINO e LA CECCAMilano
2011BRULAMACCO e ONDINAViareggio
2012STENTERELLOFirenze
2013INCONTRO CON IL PURIM, IL CARNEVALE EBRAICO
2014CAPITAN SPAVENTAGenova

Infine, da qualche anno a questa parte, una serata del Carlevè è tutta dedicata ai bambini, con lo “Zecchino Moro”, la manifestazione che fa cantare i piccoli alunni delle Primarie del monregalese. La famiglia del Carnevale ha un occhio di riguardo per i piccoli monregalesi: ogni anno la corte si reca a festeggiarli in tutte le scuole, per regalare un momento di divertimento e di emozione. Non dimentica però i più anziani: anche le Case di riposo vengono visitate dal Moro, con il suo corteggio di musica e allegria.

La Famija Monregaleisa

La regia di tutta la manifestazione è curata dalla grande “Famija monregaleisa”, associazione presieduta da Enrico Natta che lavora tutti gli anni dietro le quinte per l’organizzazione di questa manifestazione così prestigiosa. E della famiglia fanno parte tutte le maschere, che sono le protagoniste della festa del Carnevale.

Il Moro

Conquistatore saraceno, ruvido combattente convertito alla gioia di vivere grazie alla bonomia dei monregalesi e alla bellezza della loro figlia più bella: tradizione vuole che il Moro, giunto con i suoi sgherri a cingere d’assedio la città, sia stato irretito dalla bellezza della Bèla ed abbia accettato di risparmiarla per amore della ragazza. Il Moro è interpretato da Guido Bessone

La bèla monregaleisa

Ogni anno è interpretata da una ragazza diversa, ed ogni volta l’identità della Bèla Monregaleisa desta curiosità e interesse. Da sempre è uno dei segreti meglio custoditi, fino al giorno in cui si svela, il giorno della conferenza di presentazione della manifestazione.

La corte

Armigeri, cantastorie, damigelle…. La corte del Moro ha tutte le figure tipiche del seguito di un nobile d’altri tempi. Ci sono però anche gli altri personaggi che fanno parte della storia: ecco quindi sfilare l’imperatore Ottone I, la principessa Adelasia, Pietro, Aleramo… e l’indiavolata scuderia dei Menestrelli, instancabili musicisti che intonano in coro l’inno del Carnevale.

Vi incuriosisce la leggenda del Carnevale monregalese? Approfonditela con il libro di Cinzia Ghigliano e Marco Tomatis: “Ogni anno a Carnevale” edito dalla Famija Monregaleisa, reperibile in città.

Curiosità: il “vero” Moro

Come mai il protagonista del Carnevale cittadino è un moro? Un po’ per le tradizioni legate ai Saraceni, molto popolari nelle nostre valli (basti pensare al “Bal do Sabre” di Bagnasco e alle tante vestigia del monregalese che la tradizione attribuisce alle invasioni Saracene), un po’ per l’ascendente di una popolare leggenda, quella di Aleramo e Adelasia, protagonisti di storie e favole diffuse in tutto il basso Piemonte e la Liguria. Tuttavia la tradizione del Moro è piuttosto recente: si diffonde a partire dagli anni ’30, per poi consolidarsi. Allora da dove viene la figura del Moro?

Presto detto: si tratta di un automa: sormonta l’orologio della chiesa dei Santi Pietro e Paolo nell’anonima piazza. Costruito da Matteo Mondino nella seconda metà dell’Ottocento, il curioso Moro batte le ore, coperto da un baldacchino in stile arabeggiante. Una figura così esotica e inconsueta da aver influenzato potentemente l’immaginario popolare. Ed ha dato vita ad una delle maschere più note del Piemonte.

Infopoint - Viaggio nel Monte Regale

Potete trovare tutte le informazioni sul Carnevale di Mondovì (comprese date, orari, regole di accesso e di sicurezza) sul sito ufficiale

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