Viaggio nel tempo al museo “G. Avena”

È il fulcro culturale di Chiusa Pesio: tutto parte da qui, per poi distribuirsi nel territorio, in luoghi, storie, itinerari. Il museo intitolato al cavalier “Giuseppe Avena” è davvero il luogo da dove partire per intraprendere un affascinante viaggio nel tempo nella storia e nella tradizione di Chiusa di Pesio. Un itinerario che prosegue poi sul territorio, visitando i luoghi della memoria e gli spazi naturali della montagna e del verde che circonda il paese. L’Ecomuseo dei Certosini, il Sacrario Partigiano, l’antica Fabbrica di vetri e cristalli, l’Archeopark…

Al “Complesso museale e centro studi Cavalier Giuseppe Avena” a cui si accede tramite l’Ufficio Turistico di Chiusa Pesio, si trova un sunto esauriente, con tanti reperti ed allestimenti accattivanti, delle storie che hanno attraversato il paese. A cominciare dalla sezione, ricchissima, dedicata alla produzione del “Museo della Regia Fabbrica dei vetri e dei cristalli”, industria che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di Chiusa.

A metà del Settecento infatti Carlo Emanuele III di Savoia scelse Chiusa Pesio per insediare la vetreria reale, proprio all’imbocco della Valle. Un’industria rinomata, che produsse alcuni tra i pezzi più pregiati ancora oggi parte della collezione dei Savoia, conservati al Museo Reale di Torino e nelle residenze Sabaude. La sede della produzione, da Torino, fu trasferita a Chiusa per la disponibilità di legna (nella capitale l’approvvigionamento era problematico) e per la vicinanza del torrente Pesio. In seguito la fabbrica non esaurì la sua importanza, passò in mani private e fu rilevata da un gruppo di imprenditori. Dal 1825, l’unico proprietario fu il cavalier Giuseppe Avena che la condusse al periodo di massimo splendore. Fu chiusa nel 1854, e l’area industriale fu parzialmente ridefinita. Il corpo principale della fabbrica assunse varie funzioni, nel tempo, oggi vi è insediato un ristorante.

L’esposizione ripercorre la storia dell’industria, illustrando le tecniche adoperate per produrre vetro e cristallo, con numerosi esempi degli esiti della produzione, dalle bottiglie comuni a pezzi d’artigianato di grande valore.

Chiusa Pesio può vantare una forte tradizione anche nella lavorazione della ceramica, ed ecco che una sezione del museo è dedicata anche alla storia della produzione di vasellame di terracotta e terraglia. Anche qui il visitatore può approfondire le tecniche di lavorazione e di decorazione di piatti e ammirare la ricca collezione di piatti lavorati dagli artigiani locali. Inoltre, il museo ospita esposizioni temporanee e in questo periodo ospita una mostra dedicata all’artigiano chiusano Domenico Renaudi, recentemente scomparso, uno dei maestri della decorazione della ceramica in paese.

Una successiva sezione del museo è legata al rinvenimento di alcuni reperti archeologici sul Monte Cavanero, che domina l’abitato di Chiusa Pesio: il profilo dell’altura è riconoscibilissimo, visto che vi sorgono i ruderi del castello Mirabello. Lì è stato rinvenuto un ripostiglio contenente bronzi, ambre e vetri, che probabilmente apparteneva a un artigiano esperto nella lavorazione dei metalli dell’VIII secolo avanti Cristo. Sono stati ritrovati e classificati oltre trecento elementi, alcuni di graniddima importanza storica, per via della tipologia dei reperti e le tecniche di fabbricazione. Ci sono anche alcune urne cinerarie in esposizione, rinvenute all’interno della necropoli di Chiusa Pesio. Il percorso è arricchito anche da ricostruzioni e video, in una sala è stata allestita una riproduzione ipotetica del ripostiglio sul monte.

L’ultima sezione del museo è dedicata ad avvenimenti storici più recenti: quelli della Resistenza. Nella Valle Pesio infatti si sono svolti alcuni episodi centrali della Lotta di Liberazione: il percorso ricostruisce gli eventi dell’epoca con preziosi cimeli e rare immagini. Sono esposte le fotografie scattate dal giovane cappellano della brigata Val Pesio, Don Giuseppe Bruno, e sono esposti alcuni oggetti d’epoca, grazie ai quali il visitatore può scoprire la quotidianità delle brigate partigiane. Grazie ai pannelli espositivi è possibile approfondire il contesto storico e ripercorrere gli avvenimento della lotta partigiana in valle Pesio, con tante mappe esplicative in grado di far comprendere la dinamica degli scontri principali, come la cosiddetta “Battaglia di Pasqua” svoltasi dal 7 al 12 aprile 1944.

La visita al Museo è un punto di partenza per esplorare la Valle Pesio: i visitatori nel corso delle loro escursioni possono approfondire ulteriormente “sul campo” quanto visto. Intanto all‘Archeopark allestito alla Roccarina, a pochi passi dalla panchina gigante numero 31, in cui è possibile vedere l’aspetto di un villaggio del neolitico ricostruito nei minimi dettagli. A pochi metri poi, sorge il Centro Incontri del Parco naturale Alpi Marittime, che ospita il giardino fitoalimurgico “Mattirolo” in cui è possibile approfondire la conoscenza di oltre 80 piante spontanee, di interesse alimentare, testimonianza della straordinaria ricchezza e biodiversità della natura delle Alpi Marittime. Nello stesso luogo è possibile ammirare la mostra fotografica dedicata al chiusano Michele Pellegrino, che ha narrato in meravigliosi scatti le montagne del Parco.

E ancora: è possibile recarsi presso la Certosa di Pesio e proseguire poi la visita seguendo i sentieri dell’Ecomuseo dei Certosini, alla ricerca delle tracce lasciate dal loro passaggio e dal loro lavoro, tra cappelle, testimonianze artistiche e spirituali, ed edifici. Si possono salire i ripidi scalini che conducono al Sacrario Partigiano, uno dei pochi effettivi “cimiteri partigiani”. Si può salire fino ai ruderi del Castello Mirabello sul Cavanero, per godere, oltretutto, di una vista impareggiabile sul concentrico.

Infopoint - Viaggio nel Monte Regale

Il Complesso Museale “Cav. Giuseppe Avena” si trova in piazza Cavour, 13 a Chiusa di Pesio.

Per contattare il museo è possibile telefonare allo 0171 734990 o scrivere all’indirizzo e.mail: valle.pesio@gmail.com

Gli orari di apertura vanno dal martedì al sabato, dalle 9.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 17.30.

La domenica l’apertura del periodo estivo va dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.

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