La Certosa di Pesio, un’oasi di spiritualità

Lasciandosi il paese e addentrandosi nelle strade verso le montagne, ci si immerge nel meraviglioso paesaggio della valle, una conca verde, attraversata dalle acque tumultuose del torrente, chiuso tra le pareti della valle, verso le montagne. La strada attraversa le rustiche frazioni di Vigna e San Bartolomeo, per poi terminare al cospetto del monumentale profilo della Certosa di Pesio. Il suo corpo squadrato sbuca sulla sinistra della strada, appoggiato su un pendio, a picco sul torrente. La Certosa è tuttora uno dei centri spirituali più importanti di tutto il Monregalese, luogo prediletto per ritrovare se stessi, riflettere e pregare, attraverso ritiri spirituali o giornate di silenzio.

È anche un luogo ricco di storia, arte e cultura, un edificio pieno di fascino e di suggestiva bellezza. Il visitatore, accolto dal portale, attraversa un primo cortile, un viale, per poi accedere a un secondo spazio, in fondo al quale si trova la chiesa più antica del complesso, che ha mantenuto le austere sembianze dell’epoca della sua fondazione.

È possibile anche visitare l’antichissima sala capitolare, testimonianza estremamente suggestiva della vita monastica medievale e dei suoi ambienti. Spostandosi poi verso il chiostro più interno, che dà sui verdi declivi posteriori al complesso, verso le montagne, si scopre un giardino di grande bellezza, uno spazio consacrato al verde e alla pace, semplice e rustico, ma di grande fascino. La Certosa vive una nuova vita con l’insediamento dei missionari della Consolata nel 1934, che la risollevano dallo stato di abbandono in cui era caduta, dopo essere stata, per un periodo, anche un noto centro idroterapico europeo, frequentata pure da ospiti illustri.

Tra le opere d’arte più pregevoli che si possono ammirare alla Certosa, c’è un ampio affresco risalente al Quattrocento, nel chiostro interno. La Certosa è stata fondata nel 1173, come certifica l’atto di donazione, da parte dei signori di Morozzo e della comunità di Chiusa.

A pochi passi dall’edificio religioso si trova il Sacrario Partigiano, suggestivo luogo dedicato alla memoria dei caduti nella lotta nella Resistenza. Non si tratta di un monumento ai caduti, come molti altri: è un piccolo cimitero, dove riposano alcuni dei partigiani che combatterono nella valle, per la libertà. Fu inaugurato nel 1946, sulla pietra, dietro al massiccio obelisco che si staglia verso il cielo, ci sono i nomi dei 254 caduti. Dal 7 al 9 aprile del ’44 nei boschi del Piano delle Gorre, a pochi chilometri, e sui versanti delle cime che lo fiancheggiano si combattè la battaglia di Pasqua, con 170 partigiani appostati tra il Bruseis e la Mirauda contro forze preponderanti del fronte nazifascista, appoggiati da mezzi come carri armati e aerei.

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CERTOSA DI PESIO
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CHIUSA PESIO
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